Bandi e Avvisi

Titolo Scadenzaordinamento decrescente
Delibera di Giunta Regionale IX/2866 del 29/12/2011

Delibera di Giunta Regionale IX/2866 del 29/12/2011:

"determinazioni in merito alla ripartizione delle risorse del Fondo Nazionale Politiche Sociali anno 2011"

Piano Caldo 2017

 L'ATS di Brescia ha predisposto il "Piano Caldo 2017" per fornire utili informazioni su come difendersi dal caldo estivo.
Per maggiori informazioni clicca qui

Piano di Zona 2015 - 2017
Servizio associato tutela minori dell’ambito n. 6 Monte Orfano

Comuni di Capriolo, Cologne, Erbusco, Palazzolo sull’Oglio, Pontoglio

Il servizio “Tutela minori” dei cinque Comuni dell’Ambito Monte Orfano, rappresenta un passo avanti in direzione di una maggiore strutturazione dei servizi necessari per garantire la copertura dei livelli essenziali di assistenza sociale previsti dalla Legge 328/2000.

Il servizio si colloca in un settore di intervento particolarmente complesso e delicato, volto in prima istanza ad assistere, accompagnare e tutelare i nuclei familiari in difficoltà, con particolare riguardo ai minori, al fine di rimuovere e prevenire i rischi di disagio o di emarginazione.

Si tratta di una delle attività più sensibili di politica sociale che deve essere svolta in collaborazione e collegamento con altri servizi ed interventi del territorio e delle istituzioni, con particolare riferimento alle attività svolte dalla Magistratura ordinaria e minorile. Proprio la specificità e la delicatezza di questo intervento, hanno fatto si che i cinque Comuni dell’Ambito territoriale Monte Orfano, abbiano scelto la strada dell’accordo di programma per l’esercizio associato di queste funzioni necessarie all’assolvimento delle competenze che la normativa vigente assegna ai Comuni.

A CHI SI RIVOLGE

Ai nuclei familiari in difficoltà con figli minori per i quali è stato disposto un provvedimento tutelativo da parte del Tribunale per i Minorenni o del Tribunale Ordinario

Il Servizio associato Tutela minori ha sede nei locali messi a disposizione dell’Amministrazione Comunale di Palazzolo sull’Oglio, presso la struttura di Via Lungo Oglio Cesare Battisti n.17 (ex scuole elementari) che ospita il Centro per l’Impiego e alcuni uffici dell’ASL.

Il Servizio si avvale di uno staff di operatori composto da tre Assistenti Sociali e da un coordinatore che operano in stretta collaborazione con gli psicologi del Consultorio "Il Faro".
 

Punti di Accesso al REI (Reddito di Inclusione)

Punti di Accesso presso i quali è offerta informazione, consulenza ed orientamento ai nuclei familiari sulla rete integrata degli interventi e dei servizi sociali e, qualora ricorrano le condizioni, assistenza nella presentazione della domanda.

Determinazione 10759 dell'11/12/2009 in merito alla realizzazione del Centro per l'Assistenza Domiciliare

DGR 10759 del 11 dicembre 2009

"determinazioni in merito alla realizzazione del Centro per l'Assistenza Domiciliare nelle Aziende Sanitarie Locali"
 

Contributi per l'acquisto di ausili o strumenti tecnologicamente avanzati

BANDO REGIONALE LEGGE 23/99

CONTRIBUTI PER L'ACQUISTO DI AUSILI O STRUMENTI TECNOLOGICAMENTE AVANZATI 
A FAVORE DELLE PERSONE DISABILI O DELLE LORO FAMIGLIE. 
Finanziamento anno 2017

Per maggiori informazioni CLICCA QUI

Regolamento di funzionamento del tavolo locale di consultazione dei soggetti del terzo settore

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL TAVOLO LOCALE DI CONSULTAZIONE DEI SOGGETTI DEL TERZO SETTORE DI CUI ALLA D.G.R. 7797 DEL 30 LUGLIO 2008 PRESSO L’AMBITO TERRITORIALE N. 6 MONTE ORFANO DI PALAZZOLO SULL’OGLIO.

1. FINALITA’ E COMPITI DEL TAVOLO
In attuazione di quanto previsto con la D.G.R. 7797 del 30 luglio 2008 “Rete dei servizi alla persona in Ambito Distrettuale sociale e sociosanitario. Istituzione del tavolo di consultazione dei soggetti del terzo settore (art. 11, comma 1, lett. M – L.R. 3/2008), l’Assemblea dei Sindaci dell’Ambito Distrettuale n. 6 Monte Orfano in data 15 dicembre 2008 ha istituito il “Tavolo locale di consultazione dei soggetti del Terzo settore”, di seguito definito Tavolo Locale.

Detto organismo costituisce sede stabile e permanente di incontro e confronto tra l’Assemblea dei Sindaci dell’Ambito Distrettuale e le organizzazioni maggiormente rappresentative del terzo settore, in applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale, affermato dall’art. 3 dello Statuto regionale, relativamente:

  • alla programmazione, progettazione e realizzazione della rete delle unità di offerta sociali e sociosanitarie;
  • all’esercizio del ruolo di tutela, interpretazione e espressione dei bisogni sociali e delle risorse locali;
  • alla individuazione di nuovi modelli gestionali e sperimentali all’interno della rete sociale;
  • alla definizione di requisiti di accreditamento delle unità di offerta sociali;
  • alla definizione dei livelli ulteriori di assistenza rispetto a quelli definiti dalla Regione;
  • alla determinazione dei parametri di accesso prioritario alle prestazioni sociali;
  • all’organizzazione del segretariato sociale;
  • alla promozione e divulgazione dell’istituto dell’amministratore di sostegno in stretto raccordo con il competente ufficio dell’Asl.
     

2. COMPOSIZIONE E MODALITA’ DI FUNZIONAMENTO DEL TAVOLO LOCALE

Il tavolo locale è composto dai seguenti soggetti:

  1. Il Presidente dell’Assemblea dei Sindaci, che svolge le funzioni di Presidente.
  2. i Responsabili dei Servizi Sociali dei Comuni appartenenti all’Ambito Distrettuale n. 6;
  3. il Direttore Sociale dell’ATS;
  4. il Direttore della Direzione Gestionale Distrettuale n. 4 di Chiari, che comprende il Distretto di Palazzolo sull'Oglio;
  5. i rappresentanti dei seguenti organismi del terzo settore che abbiano una rappresentanza nel territorio dell’Ambito Distrettuale n. 6 Monte Orfano, che comprende i Comuni di Adro, Capriolo, Cologne, Erbusco, Palazzolo sull'Oglio e Pontoglio:
  • organismi della cooperazione;
  • cooperative sociali;
  • associazioni ed enti di promozione sociale;
  • fondazioni;
  • enti di patronato;
  • associazioni familiari;
  • enti riconosciuti dalle confessioni religiose;
  • organizzazioni di volontariato;
  • altri soggetti sociali senza scopo di lucro;

L’Ufficio di Piano supporterà il Tavolo di consultazione dell’Ambito Distrettuale, garantendo:

  • la definizione di un calendario di massima delle riunioni, individuando data e ordine del giorno da sottoporre alla condivisione del Tavolo;
  • la raccolta e la diffusione tra i partecipanti al tavolo dei materiali istruttori relativi ai vari argomenti posti all’ordine del giorno;
  • la stesura del verbale degli incontri;
  • l’effettivo collegamento tra i lavori del tavolo e gli eventuali tavoli tematici;
  • il coordinamento dei contenuti esaminati dal tavolo e dagli eventuali tavoli tematici;
  • l’inserimento nell’ordine del giorno di proposte provenienti dai membri del tavolo;
  • la comunicazione e il coordinamento con il tavolo di consultazione del terzo settore del distretto sanitario, anche mediante invio dei verbali delle riunioni.

Il legale rappresentante di ognuna delle realtà che compongono il tavolo locale dovrà indicare, con atto formale, il nominativo della persona designata a rappresentare la specifica realtà alle riunioni del Tavolo Locale, nonché un supplente in caso di assenza o impedimento del titolare.

In caso di assenza non giustificata per almeno tre volte consecutive, la nomina decadrà automaticamente.

Ai lavori del Tavolo possono partecipare rappresentanti di altri soggetti pubblici e privati, qualora gli argomenti in discussione lo rendano opportuno, sulla base di un apposito invito da parte del Presidente del Tavolo.

Il Tavolo locale potrà prevedere l’istituzione di tavoli tecnici tematici, di norma coincidenti con gli ambiti di intervento della programmazione zonale già attivati in fase di predisposizione del nuovo Piano di Zona (anziani, disabili, minori e famiglia, emarginazione grave, salute mentale, immigrazione, disagio adulto, nuove povertà), nonché di gruppi di lavoro, appositamente istituiti, relativamente a temi specifici, che necessitino di particolare e idoneo approfondimento.

I tavoli tecnici tematici o i gruppi di lavoro sono coordinati da un componente dell’Ufficio di Piano (Ufficio tecnico o Ufficio operativo), il quale curerà i lavori dei tavoli e/o gruppi e avrà la facoltà, in accordo con i componenti del Tavolo e/o gruppo, di invitare alle riunioni soggetti il cui contributo sia utile ai fini dell’istruttoria delle tematiche affrontate.

Le attività istruttorie e di approfondimento realizzate dai diversi Tavoli tematici/gruppi di lavoro possono tradursi in proposte da sottoporre all’attenzione del Tavolo locale.

3. CONVOCAZIONE E MODALITA’ DI CONSULTAZIONE

Il Tavolo Locale è convocato almeno tre volte l’anno.

Il tavolo può altresì essere convocato, su richiesta motivata, presentata da almeno UN TERZO dei soggetti che lo compongono.

L’avviso di convocazione deve essere inviato ai componenti il Tavolo, anche per via telematica o informatica, di norma almeno 10 giorni prima dalla data stabilita per la riunione, salva urgenza, corredato dagli atti da valutare e con un ordine del giorno ben precisato.

In caso di argomenti di particolare urgenza o rilevanza, il tavolo può essere convocato previo avviso da inviare via fax o per posta elettronica in tempo utile prima della data stabilità per la riunione.

In sede di prima applicazione del presente regolamento, l’Ufficio di Piano procederà alla raccolta delle richieste di partecipazione al Tavolo locale da parte dei vari rappresentanti e le trasmetterà al Presidente per la convocazione della prima riunione.

Successivamente, entro il 31 ottobre di ogni anno, il Presidente del Tavolo, a seguito di istruttoria svolta dall’Ufficio di Piano, prenderà atto di eventuali nuove richieste di partecipazione al tavolo e procederà alla convocazione dei nuovi ammessi nella prima riunione successiva del Tavolo.
 

Servizio “Spazio Incontro” (visite protette)

All’interno degli interventi e delle attività attraverso le quali si realizza l’intervento di tutela a favore di minori sottoposti a provvedimenti della’autorità giudiziaria sono previste le visite protette, spesso disposte dall’Autorità Giudiziaria stessa( Tribunale Ordinario o Tribunale per i Minorenni) quale strumento per il monitoraggio delle visite tra minori e genitori o altri membri della famiglia, in situazioni problematiche e conflittuali.

Tale intervento, oltre ad avere lo scopo di favorisce la comunicazione tra le parti, permette anche agli operatori di osservare gli eventuali cambiamenti nella relazione genitore/figlio e di acquisire quindi utili elementi di valutazione.

 Le visite protette si possono distinguere in:

a) Visite protette con l’obiettivo di una valutazione psico- sociale del rapporto genitore/ figlio;
b) Visite protette dove viene richiesto una funzione di vigilanza;
c) Visite semi-protette.

a) Visite protette con l’obiettivo di una valutazione psico sociale del rapporto genitore/ figlio:

Si svolgono in presenza dell’assistente sociale e/o dello psicologo del servizio tutela minori poiché l’obiettivo è quello di effettuare una valutazione psico-sociale nei tempi e nei modi disposti dall’Autorità Giudiziaria.
 
b) Visite protette dove viene richiesto una funzione di vigilanza / Visite semi-protette

In questi casi è opportuno avere a disposizione la figura dell’educatore professionale che presenzierà agli incontri.

I primi tre incontri, saranno di norma effettuati dagli operatori del Servizio Tutela Minori (assistente sociale o psicologo), con lo scopo di raccogliere informazioni ed elementi sul caso, utili e opportuni per definire un progetto.

IL SERVIZIO “SPAZIO INCONTRO”

  • OGGETTO DEL SERVIZIO: svolgimento attività delle visite protette (che comportano una funzione di vigilanza e di visite semi/protette), a favore di minori in carico al Servizio associato tutela minori dell’Ambito Distrettuale n. 6 Monte Orfano;
  • OBIETTIVI DEL SERVIZIO:
  1. Offrire uno spazio dove poter esperire la relazione tra genitori e figli in un clima tutelante e favorevole per entrambi.
    Sotto-obiettivi specifici:
    • Permettere la costruzione e la co-costruzione della relazione, mediazione e sostegno alla genitorialità;
    • Accompagnare i genitori a ritrovare la capacità di accoglimento del figlio e delle sue emozioni;
    • Sostenere il recupero della relazione a seguito di un allontanamento forzato di uno o più membri del nucleo famigliare.
  2. Osservare le caratteristiche delle dinamiche relazionali
    Sotto-obiettivi specifici:
    • attenzione interculturale, favorire o stimolare il confronto, il dialogo e l’interazione tra persone portatrici di modelli culturali, educativi e valoriali differenti;
    • attenzione alle modalità di interazione attraverso l’osservazione del comportamento verbale e non verbale.
  3. Far fronte al bisogno di monitorare casi di famiglie in situazione di separazione e conflittualità, rispondendo alle richieste
    • dei servizi sociali territoriali ;
    • dell’autorità giudiziaria, nelle sue varie articolazioni (Tribunale per i Minorenni, Tribunale Ordinario, Ufficio Unico Adozioni);
    • del progetto delle famiglie affidatarie “Prendimi in Affetto”, nel garantire il diritto di visita tra il minore e la famiglia di origine.
  • RISORSE PROFESSIONALI E STRUMENTALI RICHIESTE:
  • educatori professionali (in possesso della qualifica di educatore);
  • spazio attrezzato presso le Strutture di pertinenza dell’Istituto (Centro di pronto intervento a Capriolo e scuola materna a Palosco);
     
  •  ARTICOLAZIONE OPERATIVA DEL SERVIZIO:
  • dalle ore 9.00 alle ore 18.30 dal lunedì al venerdì;
  • dalle ore 9.00 alle ore 13.00 il sabato (con possibilità di ampliamento futuro della fascia oraria);
     
  • MODALITA’ DI ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO:

L’Istituto organizzerà un’èquipe specifica, formata dal coordinatore e da educatori espressamente incaricati di svolgere detta attività.

I singoli operatori del Servizio associato e l’Assistente Sociale del Comune di Adro segnaleranno attraverso un’apposita scheda di presentazione (allegata) all’assistente sociale dell’Ufficio di Piano e al Comune di residenza del minore o del tutore la necessità di attivare il sevizio “Spazio incontro”.

L’Assistente Sociale dell’Ufficio di Piano trasmetterà la scheda alla coordinatrice del servizio per l’Istituto che successivamente prenderà contatti con il singolo operatore segnalante o con l’èquipe. Acquisite le informazioni necessarie, individuerà l’educatore di riferimento e comunicherà l’avvio del Servizio sia all’Ufficio di Piano che al Comune di residenza.

Sulla base delle caratteristiche della situazione e di quanto concordato in sede di programmazione del servizio, l’educatore che svolge l’intervento predisporrà relazioni periodiche di aggiornamento sia agli operatori del servizio tutela che se richiesto e necessario al Tribunale per i Minori.

L’annullamento di un incontro deve essere comunicato tempestivamente e non comporta alcuna addebito se annunciato entro le tre ore precedenti l’incontro stesso. La comunicazione tardiva dell’annullamento, ovvero data nelle tre ore che precedono l’inizio dell’incontro, comporta l’intero addebito del servizio.

ELENCO DELLE UNITA’ D’OFFERTA SOCIALI IN ESERCIZIO DELLA LOMBARDIA

È possibile scaricare dal sito Web della Direzione Generale “Famiglia Conciliazione Integrazione e Solidarietà Sociale” l’elenco unico delle Unità d’Offerta Sociali in esercizio della Lombardia e degli Elenchi Strutture raggruppati per area  e/o per tipologia di intervento.

per visualizzare l’elenco unico delle Unità d’Offerta Sociali clicca qui
per visualizzare gli Elenchi Strutture clicca qui 

Pagine